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The Edith Farnsworth House

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La Farnsworth House è uno dei più celebri progetti dell'architetto Ludwig Mies van der Rohe. Progettata e costruita, tra il 1945 e il 1951, come casa per i weekend in un bosco lungo un fiume, è costituita da un unico grande spazio in vetro e acciaio, trasparente e non strutturato, con al centro il blocco dei servizi. L'intero copro è sospeso dal suolo da pilastri che sostengono la piastra del pavimento, a sua volta coperta da una identica piastra come soffitto. Una terza piastra, leggermente ribassata funge da collegamento tra il suolo e il piccolo portico antistante l'ingresso. In questa casa Mies van der Rohe applica il concetto spaziale di stanza singola utilizzabile liberamente e flessibile, priva di ostacoli all'interno e racchiusa da una cortina vetrata retta da un esile apparato strutturale, e attua pienamente uno degli ideali architettonici che più caratterizzeranno la carriera americana del grande architetto. La Farnsworth House è molto significativa in quanto ...

Sette anni per sempre

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Lo ricordo perfettamente. Non è un ricordo improvviso che spunta adesso dal nulla, ma è un’immagine che ho sempre con me e che di tanto in tanto riprendo con il pensiero, come chi avesse nel taschino la vecchia foto di una persona amata e nei momenti giusti la tirasse fuori, per una qualsiasi ragione oppure senza alcun motivo, per un momento, per abbeverarsi di un sentimento che ha il gusto di una dolce nostalgia. Era agosto, tanti anni fa, un bambino in villeggiatura tra grandi montagne che per un mese all’anno, con buona soddisfazione, lo potevano veder crescere felice. Dopo ogni giornata tra i boschi, sulla strada di ritorno a casa, la “casetta della montagna” come affettuosamente la chiamavamo in famiglia, mia mamma comprava al negozio di alimentari e giornali una di quelle merendine al cioccolato che oggi sarebbero considerate il più tossico degli alimenti, nella cui confezione si trovava l’immancabile sorpresa: un adesivo da collezionare. In realtà la collezione era del tutto i...

La casa sull’abisso

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Una riflessione sulla essenzialità e sull’eleganza dell'architettura in un paesaggio selvaggio di Giovanni Pietro Terragni Nascosta tra le fronde di un bosco lussureggiante che si tuffa a picco sul mare, una villa solitaria sorge come un’imponente silenziosa sentinella. La sua presenza, potente e al contempo discreta, è quasi un’anticipazione del contrasto che il progetto intende evocare: l'unione di due mondi apparentemente inconciliabili, l'aspra durezza del cemento e la morbidezza di un paesaggio naturale incontaminato. Un’opera che, nonostante la sua austerità formale, non lascia indifferenti. Il contesto naturale: il bosco e il mare Per comprendere appieno l’impatto di questa residenza, bisogna prima considerare la posizione che le è stata scelta. Il fitto bosco che la circonda è uno scrigno di vegetazione secolare, le cui chiome alte e scure creano un tetto naturale che protegge la villa dal mondo esterno. Il mare, sotto, è un abisso in movimento: una distesa infini...

La rinascita a Floating Woods

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Floating Piers risorge un'altra volta a Floating Woods, in un nuovo mondo con nuovi amici. Sotto la guida di Athar Rem Hadid, erede dello studio Kodama, continua la realizzazione del sogno che fu di Lullo Skywalker e dei progetti di Ataru Moroboshi. Questa volta la città si sviluppa tra le anse di un fiume tra fitti boschi di abeti. Nuovi grattacieli e farm, ponti e vie di comunicazione per collegare i diversi quartieri in cui è suddivisa la zona: amministrativo, produttivo, commerciale, residenziale, terziario. E un nuovo grande progetto laterale: la sede delle Nazioni Unite. Per questa realizzazione Athar entra nel febbraio 2024 in un nuovo mondo veramente puro, ma ha bisogno del tuo aiuto. Servono costruttori, arredatori, progettisti di farm, pensatori, sognatori. Ci sono ancora un sacco di cose da fare e da immaginare. Vieni? Per fare richiesta di partecipazione e ottenere l' IP del server, scrivi nei commenti.

The Floating Line Project

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Studio Kodama ha presentato da giugno a settembre 2024 il progetto pubblico di building collaborativo Floating Line . Floating Line è la realizzazione di una delle prime idee di Lullo Skywalker, nata già ai tempi della fondazione della prima Floating Piers, ovvero la costruzione di una intera città in un unico edificio. Questo, inizialmente immaginato come un grattacielo che si protrae sia verso l'alto che verso il basso, all'interno del sottosuolo, ora è invece pensato in orizzontale, una successione di elementi distinti per funzione, contenuto, estetica ma uniti in un solo lunghissimo edificio: il Floating Line Building. La città ideale Lo spirito fondamentale del progetto Floating Line è la collaborazione globale tra tutti i player, senza distinzione di appartenenza a città o nazioni. La partecipazione deve essere aperta anche a player occasionalmente ospiti del server per il tempo necessario al loro contributo al progetto. Tutta l'opera è supervisionata e gestita dall...

Salone del Mobile e del Design 2024

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In concomitanza con il Salone Internazionale del Mobile di Milano , che si svolgerà dal 16 al 21 aprile 2024, la Fondazione Floating Piers organizza una analoga manifestazione nelle Terre della Sopravvivenza. Rinata in un nuovo mondo ma con la stessa missione culturale voluta dal suo fondatore Lullo Skywalker, la Fondazione è ora diretta da Athar Rem Hadid ed ha sede nella città di Floating Woods. Per celebrare la  imminente Design Week milanese ha ideato un concorso di idee e progetti incentrati sulla creatività e l'innovazione, come da sempre il Salone presenta, facendo propri il programma e gli obiettivi. Il Salone Internazionale del Mobile è laboratorio di sperimentazione e contaminazione, luogo di incontro e di nuove opportunità per riflettere sul mondo del design e del progetto. Nata nel 1961, la Manifestazione propone idee che si distinguono per forza espressiva e innovazione funzionale, tecnologica, materica, pensati per valorizzare lo scenario domestico. Ingegno, visione...

Athar Rem Hadid

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Il mio nome è Athar Rem Hadid, sono nato a Floating Woods il 15 marzo 2024, professione apprendista bibliotecario. O almeno credo. L'ho letto nel passaporto che ho trovato nel cassetto della mia scrivania, e non so ancora molto altro di me, di questa mia nuova esistenza nelle Terre della Sopravvivenza. Il documento attesta che mio padre è olandese, mia madre britannica di origini irachene, ma il passaporto è italiano, ed io stesso, almeno di questo sono certo, so di essere italiano. Ma avverto anche la sensazione di aver vissuto in molti altri luoghi che ora mi è difficile definire con precisione. Sarà stata questa eterogeneità di origini e domicili a togliermi ogni riferimento affettivo e spingermi a compiere il passo che qui voglio confessare? So che mio padre non sa della mia esistenza. Che mia madre, lontana da lui e da me, è morta. Che si erano conosciuti a Londra negli anni '70 del ventesimo secolo alla Architectural Association. Entrambi architetti, capofila e massimi es...